Avete presente quando si dice che qualcosa ti ha dato alla testa?
Beh col blog succede così, è una sensazione di libertà terrificante, terrificante perchè ti porta dritto dritto da una parte alla superficialità e banalizzazione (tipo dico tutto ciò che mi viene in mente e non mi sento costretto ad argomentarlo, lo dico e basta) e dall’altra alla libertà del pensiero dalla vergogna.
Tutto questo per dirvi che nel mio piccolo piccolo ora mi prendo di coraggio e lo dico forte e chiaro: a me Galimberti non mi convince. Che vi devo dire? Certo che non ho le carte giuste, ma qui le carte servono? Lo direte voi
Sono appena stata al Teatro Sociale, stracolmo, per sentire il nostro filosofo che parlava del PENSIERO CALCOLANTE proprio della cultura della tecnica.
Posso solo rintracciare alcuni dei passaggi del suo intervento (voi di certo potreste completarlo e migliorarlo):
La tecnica rappresenta la manifestazione suprema della razionalità umana, superando la razionalità dell’economia che conserva il germe dell’irrazionalità nella brama del profitto che è pur sempre una passione. Ha parlato del pensiero calcolante come pensiero binario, il pensiero proprio della tecnica. Il pensiero che nasce dall’esigenza di competenza in una società, la nostra, dove la politica non indica i fini da raggiungere ma, dipendendo dall’economia e in ultima analisi dalla tecnica, si è svuotata del suo significato trasformandosi in pura retorica. Questa sarebbe la causa prima del fallimento della democrazia. Anche la patologia nota come depressione e prima legata al senso di colpa nei confronti dei doveri dettati dalla società ha mutato il suo volto perchè è mutata la sua genesi: oggi la depressione nasce dal senso di inadeguatezza nei confronti della competenza richiesta dalla tecnica. Infatti la macchina è l’oggettivazione dell’intelligenza collettiva dell’umanità superando di gran lunga le competenze individuali. Da qui anche i nuovi sintomi della depressione: ansia, attacchi di panico, insonnia.
Ma il centro del suo intervento può essere rintracciato nei tre effetti principlai dell’egemonia della tecnica : l’identità gata all’apparato tecnico, la riduzione della responsabilità collettiva, e la supremazia dell’intelligenza binaria rispetto all’intelligenza umanistica, cerativa, problematica.
LA globalizzazione potrà portare alla egemonia del pensiero calcolante, e forse sarò così, ma l’altra possibilità invece è che il pensiero della vita riesca a non farsi incanalare, irrigidire dalla tecnica.
La tecnica, dice Galimberti, non ospita il mondo della vita. Il problema è trovare la giusta misura tra pensiero calcolante e pensiero riflettente, creativo, problematico.
Sono solo alcuni spunti che ricordo e che mi hanno colpito. Non posso certo dire che non sia rimasta affascinata dalla prospettiva che ci ha proposto il filosofo solo rimango perplessa da questa opposizione, non certo nuova, tra pensiero calcolante e pensiero complesso (tra analogico e digitale hanno detto altri), specie quando si trasforma in fobia del computer e della tecnica. Ho il dubbio, felice, che in realtà quello che noi vediamo come pensiero binario in realtà non abbiamo gli strumenti per comprendere una nuova creatività. Forse i giovanissimi, con i quali facciamo fatica a condiviodere linguaggi, potrebbero illuminarci su nuove potenzialità dell’uomo che noi, per nostra inadeguatezza ( su questo sono d’accordo) non cogliamo. Sto dicendo che forse il pensiero si evolve come il resto. forse al di là di questa contrapposizione tra pensiero calcolante e pensiero della vita ci sia qualcos’altro. Forse il binario è produttivo in modo imprevdeibile.
Sono invece assolutamente convinta ddel fatto che il pensiero della vita non può prevedere la funzionalità, però, ancora un dubbio davvero il binario è sempre funzionale. A me piacciono i sistemi calcolanti che impazziscono!
Beh non rileggo se no mi pento e mi vergogno e cancello tutto.
Tutto il mio terrificante del blog è qui,
chi fosse arrivato alla fine
vuol dire che mi ha già perdonato
BAci!!!!
ps: altro modo di leggere il post: effetti imprevedibili di 4 giorni di Festival!
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