Archivio per Maggio 2007

Mussi in gran forma! No alla proletarizzazione degli intellettuali

Quando ero giovane io si parlava della proletarizzazione degli intellettuali

adesso che ci siamo non ne parla più nessuno

E giù uno degli applausi più fragorosi

anche il mio

nonostante mi trovi costretta a contraddire il Ministro: che la cosa non era nuova neanche a me che non ho la sua età

… era circa un anno fa ed eravamo in campagna elettorale! Anche per quetso sono stati votati, o no?

Se ne parlava, se ne parlava eccome

Fatto sta

Non si può dire certo lo stesso del Governo ma pare che il Ministro dell’Università e della ricerca convinca… per lo meno il folto pubblico trentino che oggi pomeriggio ha assistito all’incontro al teatro sociale a cui hanno partecipato anche Roberto Perotti, docente in economia alla Bocconi e redattore de lavoce.info, e il rettore dell’Università di Trento Davide Bassi.

E’ stato un confronto avvincente ma pare proprio che Mussi l’abbia spuntata più e più volte.

Riassumendo per chi non c’era, la posizione del Ministro ha convinto

perchè pensa di riuscire, nel tempo, a riformare il sistema di reclutamento dei ricercatori e dei docenti, eliminando concorsi che il più delle volte come sappiamo sono fasulli e inserendo come ha già fatto, un sistema di valutazione centralizzato basato sui curricoli (l’Anvur)

poi perchè sulla tassazione universitaria crede che si debbano contemporaneamente alzare fortemente il budget per il diritto allo studio e  innalzare i tetti di tassazione. Insomma bisogna coprire al 100% i costi per chi non ce la fa ma innalzare le tasse per chi se lo può permettere.  (su questo sarei stata curiosa di avere un po’ di dati su chi ce la fa… e poi che vuol dire “chi ce la fa”? Perchè gli studenti devono dipendere dai genitori? In Olanda, per esmpio, TUTTI hanno gli studi pagati e possono non dipendere dai genitori)

Questo molto  molto in sintesi,

ma avremo modo di riparlarne

io miei cari sconosciuti lettori, pochi ma cari, ho preso appunti!

a domani

Conquistata da Bisin e non si dichiara neanche politically correct!

Alberto Bisin ha appena parlato al Santa Chiara di integrazione e immigrazione riscuotendo un interesse e una partecipazione  incredibili. Dopo il suo intervento infatti, focalizzato sull’interpretazione di una moltitudine di dati statistici dugli effetti economici, sociali e politici dell’immigrazione, il dibattito è andato avanti per più di un’ora con contributi del pubblico molto interessanti.

Alberto Bisin, non è “politically correct” e quando in chiusura gli si chiede se insomma anche gli immigrati hanno dei doveri nei confronti del paese ospite, lui risponde che non c’è dubbio ma che lui non ama il politically correct.

Ho interpretato queste parole in un senso che è molto vicino al mio modo di vedere: il politically correct non è affatto CORRECT molte volte e può diventare una facile carta retorica per sminuire determinati problemi.

Insomma Alberto Bisin  oltre ad essere molto bravo mi ha conquistata

specialmente perchè crede in una politica di integrazione che non preveda l’assorbimento, l’assimilazione culturale.

Insomma un processo di integrazione in cui forse il capitale culturale degli immigrati non sia visto dalla società ospite come un ostacolo, o tutt’al più semplicemente un diritto di conservazione degli immigrati, ma come un capitale produttivo e fertile nella sua diversità per tutti.

Vedo a sentire che dice Mussi sulla nostra Università… curiosi?

A dopo

Secondo giorno di Festival!

Buongiorno a tutti!

inizia il secondo giorno di questo Festival.

I miei imperdibili di oggi:

Daniel Cohen

Alberto Bisin,

Mussi  e Perotti

Stefano Rodotà

e dulcis in fundo Tullio DeMauro per il quale provo una simpatia smisurata!

per chi  avesse poi voglia di farsi un’altra fila in buona compagnia… c’è Albanese al Santa Chiara

Un buongiorno speciale ai Fumettisti del Festival che hanno espresso le prime adesioni al mio esperimento: oggi andrò a trovarli e magari questa sera vi faccio un po’ vedere che fanno e che facce hanno

Raccontate qui il vostro Festival o scrivetemi: io pubblicherò in giornata i vostri contributi.

Bye Bye

“Solo uomini, donne e famiglie….senza società”

E’ terminato il primo giorno di festival e a dir il vero mi si chiudono gli occhi ma prima che la notte mi risucchi con la sua luna piena volevo solo lasciarvi con alcune parole di Marco Paolini che ritornavano nel suo Miserabili. Io e Margaret Thacher. Nel suo dialogo immaginario il protagonista Nicola chiede alla lady di ferro::

solo uomini, donne e famiglie (perdonatemi vado a memoria)

Quello che siamo diventati

è più o meno quello che avevi immaginato per noi?

Uomini donne e famiglie

senza società

e più in là, prima e dopo, dentro:

siamo Miserabili

Beh perdonate questa approssimazione, nulla può restituire il flusso di pensieri che inonda la mente durante la ballata di Paolini e dei Mercanti di liquore, ma la mia piccola mente ritorna su quelle parole, capita anche a voi?

Buonanotte

Grande attesa per Paolini al Teatro Sociale… chi ce la farà ad entrare?

Marco Paolini sarà stasera al Teatro Sociale per il Festival dell’economia con il suo:”Miserabili. Io e Margaret Thatcher”

chi riuscirà ad entrare? Raccontate?

Ora X: comincia il Festival dell’Economia!

Buongiorno a tutti,

arrivata a Trento ieri. MI sono svegliata con una luce bellissima e la vista delle montagne verdi.

Stasera ci sarà l’inaugurazione della seconda edizione del Festival dell’economia e il primo intervento: Partha Dasgupta, uno dei maggiori economisti mondiali che si occupa delle relazioni tra ambiente, sviluppo economico e capitale sociale, parlerà oggi del rapporto tra capitale sociale e istituzioni.

Per chi partecipa:

lasciate qui i vostri commenti all’evento!

Io vi scriverò ancora non appena mi sarò immersa nel centro cittadino da dove è possibile collegarsi con facilità in rete wireless, basta iscriversi…

A dopo

marilena

Pochi giorni al festival dell’economia: proposta di diario collettivo

Mancano ormai pochi giorni al festival dell’economia di Trento, sul sito parecchie novità: un elenco di incontri disponibili in podcast, appuntamento pre-festival all’università, le foto dei relatori e dei luoghi del festival… La città è ormai pronta, io quasi.

Ho aperto una nuova categoria in questo mio primo blog: esperimento di diario collettivo. Ero partita un mese e mezzo fa con l’idea di scrivere un diario personale del festival ma questo mondo blog a me nuovo suggerisce altre possibilità. Si tratta di un esperimento. Durante le giornate del festival oltre a scrivere le mie impressioni lascerò alcuni post aperti (solo un titolo per intenderci, o magari più titoli ognuno per ogni evento della giornata) così da conservare una sorta di diario collettivo. Se avete consigli sarei entusiasta, alla fine del festival il mio blog potrebbe cambiare volto e diventare di tutti coloro che vi hanno partecipato e che se vorranno potranno così diventare assieme a me autori di un blog collettivo.

Questo post rimarrà su una pagina dedicata (che trovate sulla barra superiore) per discutere sull’esperimento e per ricevere i vostri consigli.

Vi aspetto sconosciuti navigatori tra le strade di Trento e le pagine di questo mare.

         

Produzione dal basso: il connubio perfetto!

Quando il capitale sociale produce il capitale umano SENZA INTERMEDIAZIONI!

Esiste dal gennaio 2005 ed è una delle cose più entusiasmanti che mi siano capitate di incontrare durante le navigazioni in rete.
La piattaforma internet per le produzioni dal basso.
Un simpatico cartoon vi spiega facilmente come funziona ma molti avranno già intuito.
Chi vuole produrre un video, piuttosto che un libro, un disco o quant’altro può scrivere un progetto e depositarlo sulla piattaforma sperando di ottenere adesioni di co-produzione dal basso per finanziare il proprio progetto e realizzarlo. Chi co-produce in pratica prenota su progetto una copia, quando si raggiunge il numero minimo di co-produzioni il progetto viene realizzato.
Perché mi entusiasma così tanto?
Innanzitutto perché si bypassa il sistema capitalistico di produzione e questo significa LIBERTA’ di espressione al di fuori dalle regole formali e stilistiche che appiattiscono l’offerta su larga scala.
Significa anche creare un dialogo tra artisti e utenti finali molto più ricco e capace di costruzioni di senso diverse e condivise dal basso.
Significa inoltre bypassare, e penso soprattutto ai giovanissimi, quelle reti sociali di conoscenze, spesso di natura lobbistica, usate non per promuovere le risorse umane ma per controllarle.
Sarebbe interessante se durante il Festival dell’economia si riuscisse a parlare di questo genere di capitale sociale. Io terrò occhi e orecchie ben aperti. Nel frattempo spero di co-produrre presto qualcosa.

Tra le ultime produzioni dal basso arrivate a buon fine non posso fare a meno di segnalarvi questa:

http://www.malastrada.com/variazioni

Che ne dite?!

Una blogger tra le 100 persone più influenti al mondo!

Per chi non ci crede ancora e per chi come me ci vuole credere ma sta ancora guardandosi attorno

Tra le 110 persone più influenti al mondo il Time ha inserito anche un nome “sconosciuto”: una blogger cinese appena ventitreenne che ha usato il suo blog per raccontare la scomparsa di suo marito, un attivista che va dentro e fuori dalle prigioni.

Io l’ho appreso da Internazionale, molti di voi lo sapranno già, ma mi pare così importante quello che racconta questa ragazza che vi inserisco il link alla traduzione su internazionale 

 per chi invece ha la fortuna di sapere il cinese: zengjinyan.space.live.com

Una folla di complicità dovunque

Sul capitale sociale la mafia insegna

nel suo storico articolo “I quattro cavalieri dell’apocalisse mafiosa”, pubblicato nel gennaio 1983 sulla rivista “I Siciliani”, da lui fondata e diretta per un lungo anno che precedette il verdetto di morte mafioso, Giuseppe Fava descrisse con incredibile lucidità e dettaglio proprio l’organizzazione della rete sociale su cui si fondava la nuova mafia, quella per intenderci che da dieci anni si era dedicata alla gestione del traffico di droga, costruendo quel “salto di cultura criminale che avrebbe fatto tremare l’Italia”.

Si legge:

Per gestire valori economici così imponenti, legati all’impunità della produzione e del traffico di migliaia di tonnellate di droga è indispensabile un controllo costante e totale del territorio di traffico. Non ci deve essere un ostacolo, un rischio, una trappola. E’ necessaria quindi una folla di complicità dovunque, in ogni settore della società, criminali comuni, impiegati del fisco, piccoli armatori marittimi, dipendenti delle linee ferroviarie, funzionari dello Stato, probabilmente anche funzionari di polizia, magistrati, ufficiali di finanza, amministratori di enti locali, sindaci, assessori.”

Rocco Sciarrone è invece docente di sociologia presso l’università di Torino e ha scritto quasi 10 anni fa, per l’editore Donzelli, Mafie vecchie, mafie nuove. Radicamento ed espansione, nel quale ha utilizzato il concetto di capitale sociale per comprendere i meccanismi di funzionamento e di penetrazione mafiosa del tessuto sociale.

In definitiva, la nostra tesi è che essi [i mafiosi] presentano una elevata dotazione di capitale sociale che traggono dalle relazioni instaurate con altri attori. La forza della mafia è conseguenza anche delle sue capacità di networking: ciò permette ai mafiosi di porsi, a seconda delle circostanze, come mediatori, patroni, protettori in strutture relazionali di natura diversa che essi riescono a utilizzare per i propri obiettivi“.

Oggi, nel 2007, al festival dell’economia si parlerà, proprio con Rocco Sciarrone, delle RELAZIONI PERICOLOSE: IL CAPITALE SOCIALE DELLA MAFIA.

Pagina Successiva »


a