“Quando ero giovane io si parlava della proletarizzazione degli intellettuali
adesso che ci siamo non ne parla più nessuno“
E giù uno degli applausi più fragorosi
anche il mio
nonostante mi trovi costretta a contraddire il Ministro: che la cosa non era nuova neanche a me che non ho la sua età
… era circa un anno fa ed eravamo in campagna elettorale! Anche per quetso sono stati votati, o no?
Se ne parlava, se ne parlava eccome
Fatto sta
Non si può dire certo lo stesso del Governo ma pare che il Ministro dell’Università e della ricerca convinca… per lo meno il folto pubblico trentino che oggi pomeriggio ha assistito all’incontro al teatro sociale a cui hanno partecipato anche Roberto Perotti, docente in economia alla Bocconi e redattore de lavoce.info, e il rettore dell’Università di Trento Davide Bassi.
E’ stato un confronto avvincente ma pare proprio che Mussi l’abbia spuntata più e più volte.
Riassumendo per chi non c’era, la posizione del Ministro ha convinto
perchè pensa di riuscire, nel tempo, a riformare il sistema di reclutamento dei ricercatori e dei docenti, eliminando concorsi che il più delle volte come sappiamo sono fasulli e inserendo come ha già fatto, un sistema di valutazione centralizzato basato sui curricoli (l’Anvur)
poi perchè sulla tassazione universitaria crede che si debbano contemporaneamente alzare fortemente il budget per il diritto allo studio e innalzare i tetti di tassazione. Insomma bisogna coprire al 100% i costi per chi non ce la fa ma innalzare le tasse per chi se lo può permettere. (su questo sarei stata curiosa di avere un po’ di dati su chi ce la fa… e poi che vuol dire “chi ce la fa”? Perchè gli studenti devono dipendere dai genitori? In Olanda, per esmpio, TUTTI hanno gli studi pagati e possono non dipendere dai genitori)
Questo molto molto in sintesi,
ma avremo modo di riparlarne
io miei cari sconosciuti lettori, pochi ma cari, ho preso appunti!
a domani